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mercoledì 27 aprile 2016

Scale e dimensioni nel wargame... e tutto il resto

Ben poco tempo ultimamente per star dietro a questo blog. Impegni, lavoro e... modellismo.
Già, modellismo, come sempre e con nuova linfa. Almeno per questo 2016 ho deciso di dedicarmi pressochè completamente al wargame, 'Bolt action' nella fattispecie, come già annunciato.
I miei amati aerei in 1:72 possono aspettare per un po'.
Indipendentemente dalla mia futura carriera da giocatore, tutta da confermare, è un'ottima scusa per... giocare ai soldatini, facendo finta si tratti di un impegno serio e giustificato dalla passione per la Storia.
Passione autentica, beninteso, ma per costituzione non riesco a non essere onesto: in primis è il semplice desiderio di continuare a giocare, come da bambini, la molla che spinge il tutto...

Sono molto indietro con lo studio del regolamento, peraltro comunque abbordabile, ma qualche progresso l'ho fatto nel costruirmi l'Esercito annunciato in pompa magna nel precedente post a riguardo... ma su questo tornerò più avanti. Oggi voglio parlare di un aspetto con il quale mi sono subito confrontato iniziando a frequentare questi lidi: la scala.

Bolt action usa ufficialmente figurini in 28mm, 'dimensione' accostata all'1:56.
Il 28mm è da sempre un must fra i wargamer britannici (se è vero che i 'giochi di guerra' nascono in Prussia, è in terra d'Albione che divennero un passatempo 'popolare'), ed è utilizzata da grandi 'classici' come Warhammer e Warhammer 40.000 della Games workshop. Tale dimensione ha un doppio scopo: permettere battaglie di piccole dimensioni, schermaglie, con un numero relativamente limitato di pezzi ed esaltare il piacere 'estetico', visto che, nelle giuste mani (non le mie...) si possono ricavare dei veri e propri capolavori da queste (non così) piccole miniature.

Dunque... qual'è il problema ? Il problema è che 28mm non è una scala, è un assunto, una convenzione.
Se un mezzo meccanico si può tranquillamente ridurre in scala, basta aver disponibili le dimensioni reali, così non è quando si parla di esseri viventi. Gli uomini, come gli animali, mal si prestano ad una riduzione in scala che non sia soggetta a compromessi. Se 28mm equivale ad 1:56, correggetemi se sbaglio, un figurino di queste dimensioni rappresenterebbe un uomo alto circa 157cm. Un autentico 28mm, considerando l'altezza media di un fante della WW2, è molto più prossimo all'1:62, visto che ci restituirebbe un uomo alto circa 173 cm... e qui iniziamo a divertirci... escludendo la basetta, le miniature della Warlord che ho sottomano (per chi non lo sapesse, la britannica Warlord è la proprietaria di 'Bolt action') viaggiano tutte sull'ordine dei 32mm e più, anche molto di più.
Quel che un po' confonde le idee è il fatto che, storicamente, i figurini da wargame preferiscono in genere una morfologia innaturale, con teste enormi ed arti ugualmente sovradimensionati su corpi spesso tozzi: non è un caso, nasce dall'esigenza di avere oggetti facili da dipingere e di sicuro effetto scenico, ma non cercateci una riproduzione realistica delle proporzioni umane. Tale genere viene detto 'eroico' dai britannici e, francamente, lo trovo piacevole. Su un tavolo da gioco fanno una bellissima figura mentre, ça va sans dire, sembrerebbero ridicoli in un diorama 'realistico'.
Questi simpatici 'tombolini' sono della 1st corp miniatures: se avete amici con queste proporzioni immagino lavorino al Circo...
 Quando parliamo di 28mm usiamo dunque un termine improprio, un puro compromesso a prescindere, una convenzione, come dicevo in apertura.
I problemi veri nascono con i mezzi militari da accostargli...
E qui, leggo in rete, nascono infinite diatribe.
La Warlord pubblicizza i suoi mezzi militari, peraltro pregevoli e semplici da costruire, propedeutici alla verniciatura, come 1:56.
Per motivi spesso semplicemente logistici è uso di molti utilizzare anche mezzi in 1:48. La cosa è vista poco bene da molti giocatori, per ragioni di 'uniformità ed armonia' ma... quale uniformità ?
In effetti i mezzi in 1:56 appaiono generalmente sottodimensionati ad un occhio attento, anche e soprattutto rapportandoli ai figurini della Warlord. L'1:48 appare forse un po' troppo grande ma... vediamo... prendendo in prestito una foto da questo sito: http://www.sg-lynx.net/?p=1324

In primo piano uno Sherman Warlord 1:56, dietro lo stesso carro in 1:48 della Tamiya.

Messi accanto, le diverse scale sono evidenti ma questo è (ancora) ininfluente per le dinamiche del gioco: non saranno i millimetri di differenza fra i due a comportare veri problemi nell'applicazione del regolamento... perlomeno, studiandomelo, non ho percepito niente del genere.

Allo stesso tempo, se tornate a guardare la foto in questione, davvero lo Sherman Warlord non vi sembra piccolo al confronto del fante (Warlord...) che ha davanti ?
Un'occhiata a qualche scatto reale dovrebbe essere indicativa: questa, ad esempio:

Guardate questi ipervitaminizzati fanti americani, senza dubbio di altezza media superiore a, chessò, un fantaccino italico dello stesso periodo...
Probabilmente lo Sherman in 1:48 sarà troppo grande rispetto al ns soldato Warlord, ma non più di quanto appaia piccolo lo Sherman Warlord rapportato al suddetto fante...
Insomma, a parer mio, rientriamo in un range di tolleranza del tutto accettabile.
Inoltre, guardando alcune scatole di mezzi della Warlord, scopro che contengono membri dell'equipaggio decisamente piccoli rispetto ad altri soldati in teoria sempre '28mm'...altrimenti certe 'armonie' andrebbero a farsi benedire... Aggiungo inoltre che gli stessi mezzi Warlord sono tutto fuorchè fiscali nel rispettare la scala dichiarata 1:56: armatevi di righello, cercate le dimensioni reali del mezzo in questione e basteranno semplici calcoli per vedere come, anche in questo caso, la scala 'costante' sia pia illusione.

E per tornare ai fanti...
Quello a sn è un bel (nonostante la mia pessima cura) fante in plastica della Warlord, quello a dx è un Tamiya 1:48... quest'ultimo dovrebbe essere molto più grande in teoria, no ? Invece, a parte le differenze di approccio proporzionale, vi sembrano davvero incompatibili ?

Beh, tutto questo panegirico per dire che, alla fin fine, parliamo di pedine, pedine bellissime e le cui dimensioni sono importanti per motivi quali la visuale di tiro, l'ingombro, etc etc... ma non credo ci sia da darsi troppa pena per... così poca differenza.

Chiaramente è questione di gusti, sempre non si parli di tornei ufficiali dove immagino sia giusto e doveroso usare prodotti Warlord e basta: mi limito ad esporre il mio pensiero nei riguardi di chi ritiene l'1:48 del tutto incompatibile con altri prodotti che, semplicemente, hanno scritto 1:56/28mm sulla confezione...

Per quel che mi riguarda, l'unico dogma che mi son dato è di evitare di mischiare, per motivi puramente estetici, modelli riproducenti lo stesso mezzo in scale diverse nel mio esercito... ma, sul mio tavolo, eventuali futuri avversari potranno fare quel che più gli aggrada, rimanendo entro il range esposto...

venerdì 19 febbraio 2016

Come vinsi la guerra



'Ivan… mi sa che abbiamo sbagliato… non dovevamo svoltare a destra dopo Rigutino...'

Tralasciamo i soliti luoghi comuni… è possibile che chi ami giocare ai wargame abbia un immaginario discutibile ma, diciamocelo, non risulta che questi vadano poi in giro a sparare alla gente, anzi…

E' vero che la storia del combattimento simulato, ovvia evoluzione di mille giochi antichi che vedono negli Scacchi l'esempio più famoso e rappresentativo, nasca come esercitazione propedeutica alla guerra vera, soprattutto sui tavoli dell'aristocrazia guerriera germanica ma, fin da subito, fu ovvia l'enorme potenzialità ludica di tali pratiche, che conobbero un'evoluzione ed una diffusione popolare, quasi esclusivamente nei paesi anglosassoni, che continua ancora oggi.

Tralasciando boardgame e simulazioni al computer, che meriterebbero ampie trattazioni a parte, concentriamoci sul 'tridimensionale', ovvero su giochi che fanno uso di pedine, generalmente realistiche miniature, su tavoli preparati per simulare un terreno di scontro, basandosi su un qualche regolamento pensato per essere, se non realistico, logico.

Questi giochi, ad essere onesti, sono una naturale evoluzione dei fantastici combattimenti fra 'soldatini' che la mia generazione combatteva regolarmente ogni pomeriggio, a volte in gruppo fra le piante del giardino, più spesso in casa, magari in solitario, regolarmente sul pavimento, attenti più che al fuoco nemico al temibilissimo intervento aereo di mamme e nonne, capace di distruggere un intero esercito con disarmante facilità, alla stregua di bombe atomiche…

E… no, ribadisco: magari queste fascinazioni avranno fatto di voi un nerd od un geek ma di certo non un teppista da strada… altro argomento che ritengo pleonastico approfondire.

Fascinazione che subisco fin da ragazzino.
Per imprinting e predisposizione, mio malgrado (?), sono sempre stato molto più affine a questo tipo di passatempo che a quelli 'fisici': giusto o sbagliato è considerazione soltanto personale nonché sempre e comunque opinabile.

Tuttavia, alla fin fine, ho sempre osservato da lontano il mondo dei wargame, senza mai prenderne davvero parte. Le cause sono molteplici: in primis la logistica, che non mi ha mai permesso di frequentare persone con gli stessi interessi in modo continuativo ma, più ancora, la mia naturale accidia e la scarsa predisposizione al concetto stesso di 'gruppo' e di 'appartenenza', spesso al limite della sociopatia.
Aggiungerei che anche il regolamento più semplice richiede memoria, la capacità di memorizzare regole e tabelle… e la mia ram è notoriamente alquanto evanescente ed inaffidabile.

Quindi ho esperienze estremamente limitate.

Da giovanissimo giocai qualche piacevole partita, generalmente in solitaria, utilizzando un semplice regolamento (che ancora possiedo) pubblicato su di una rivista di modellismo degli anni 70. Tale gioco si chiama 'Posto di combattimento', se ben ricordo, ed è una simulazione di scontri navali nella seconda guerra mondiale, pensato particolarmente per l'uso di miniature in scala 1:1200.
Semplice e veloce, per giocarlo è sufficiente un bel pavimento, che la fantasia vi farà diventare un ampio spazio marittimo, un metro, un goniometro, un foglio di carta ed una penna… e miniature, o quel che volete, a rappresentare le flotte avversarie a livello di singola nave.
Dimenticavo: il caso era gestito da un doppio mazzo di carte da scala quaranta al posto dei 'soliti' dadi.
Ero arrivato ad avere una discreta flotta, composta da modellini Esci, più o meno dipinti, e qualche die cast di chissà quale marca. Se poi la Vittorio Veneto combatteva nella stessa squadra della Yamato… beh… diciamo che già amavo l'ucronia…

Tralasciando la parimenti limitata esperienza nei boardgame, faccio un salto quantico ed arrivo al 1999, anno del mio ritorno ad Arezzo. Frequentando all'epoca un giro orbitante un negozio di giochi e fumetti, mi convinsi ad intraprendere la creazione di un esercito per giocare a Warhammer, wargame fantasy tridimensionale che all'epoca stava prendendo piede anche in Italia, proveniente dalla Gran Bretagna, patria della maggioranza di questi giochi.
Fu un'ottima scusa per un primo, temporaneo, ritorno al modellismo… comprai e dipinsi molte miniature, si tratta di 28mm, ma non giocai mai davvero se non un paio di partitelle introduttive dove feci poco più che da spettatore. Ad essere onesti il fantasy non è mai stato nelle mie corde e, se la logica mi può permettere di compensare la memoria gestendo regolamenti realistici, così non è quando si parla del coinvolgimento di 'magie' e cose del genere nell'ambito del gioco.
In ogni caso riprendere i pennelli in mano, al netto dei primi, scoraggianti, risultati, mi permise di iniziare a farmi un po' di mano… quella poca che continuo ad avere.
Abbandonai tutto nel giro di un anno e le molte miniature dipinte sono perlopiù disperse o finite nella scatola dei rottami cannibalizzabili. Sarai tornato, definitivamente, al modellismo soltanto nel tardo 2008…

Qualche esempio di quelle produzioni. Come dicevo, è tutto sparito qua e là.
Una maga dal sopracciglio gentile ed un assassino (?) dall'aspetto incazzato


Un branco di simpatiche canaglie con le scope sul casco (non omologato)


Questi sono nervosi proprio...


Arcieri, le prime miniature che abbia mai dipinto e… si vede benissimo !
E si arriva agli anni 10 del XXI° secolo.
M14/41… pronti a farsi ammazzare...
Internet ci permette di accedere a 'meraviglie' mai immaginate e le voglie aumentano.
Già pochi anni fa comprai un regolamento, sempre britannico of course, per battaglie della seconda guerra mondiale, Flames of War.
Presi anche qualche miniatura, 1:100, ma non ne feci poi nulla per i soliti motivi.
Un Renault R.35
Ho comunque i pochi carri verniciati pronti in vetrina: su FoW ho assolutamente intenzione di tornarci sopra in futuro. Non sembra essere un   regolamento troppo complicato di base
e le dimensioni delle miniature permettono spazi di gioco ragionevoli. Per le mie esigenze, casomai, c'é da dire che serve dipingere un cospicuo numero di miniature per avere combattimenti degni di nota: forse troppe, e troppo piccole, per essere gestibili dal sottoscritto.




Ed eccoci ai giorni nostri.

I tempi sono maturi… prima che marciscano del tutto voglio finalmente approfondire l'argomento. Non ha importanza se sarà un amore passeggero o qualcosa di più concreto, parallelo eppur intersecato all'ormai irrinunciabile passione per il modellismo statico.

Da qualche anno ha un discreto successo un nuovo regolamento, davvero semplice di partenza e gestibile come pochi altri nel numero di miniature richieste per una minima partenza: Bolt action.
E' sempre ambientato nella seconda guerra mondiale ma è a livello di skirmish, ovvero di schermaglia fra poche unità, sull'ordine del plotone o poco più: un tattico insomma, che richiede miniature in 28mm.
Fabrizio studia il campo di battaglia...
Ne venni a conoscenza l'estate scorsa, comprando un carro dell'Italeri 'easy assemble', ovvero un prodotto semplificato e facile da costruire, pensato appunto per i wargame. E' in 1:56, scala assimilabile al 28mm. Il regolamento è della britannica Warlord, che commercializza un'ormai ampia gamma di figurini e mezzi corazzati ma, è da dirsi, in 28mm si trova molto materiale di marchi svariati.

Studiandoci un po', scopro che è francamente più gestibile di altri e l'ho subito contingentato…

Arruolando il carissimo amico Fabrizio, che possiede un retroterra molto più tangibile nel campo, mi sono avvicinato a questo gioco con intenzioni serie ed ho subito scoperto che ad Arezzo esiste un gruppo di wargamer piuttosto nutrito e, cela va sans dire, agguerrito…

Truppe germaniche asserragliate in una casa in rovina
Norex, uno dei maggiorenti del club, è stato così gentile da farci fare uno scontro di prova, con un paio di piccoli eserciti di loro disponibilità. Siamo stati ovviamente più che altro spettatori guidati passo passo ma questo ci ha permesso di vedere subito come non sia difficile approcciarsi a questo sistema di gioco e trarne divertimento.

Brutta fine per il mio Sherman
Per la cronaca… lo scontro, fatto con eserciti da 750 punti (ovviamente c'é un sistema a punteggio, per rendere bilanciati gli schieramenti), è terminato allo scadere del sesto turno, pur essendocene disponibile un settimo, opzionale e casuale, che non abbiamo fatto per motivi d'ora tarda.  Io avevo i britannici, Fabrizio i tedeschi. Io ho vinto ai punti in base agli obiettivi da raggiungere, lui ha decisamente fatto più vittime fra i miei tommy di quante ne abbia avute.

E' l'inizio.

Almeno per ora non mi iscriverò al club: è una cosa impegnativa che è giusto fare soltanto se pienamente convinti, per non parlare della mia scarsa predisposizione, mille volte sperimentata, all'appartenenza a qualsivoglia gruppo… Un problema mio che soltanto di recente ho capito di non poter combattere.

Intanto sono in attesa di questa scatola base, che ci darà tutto il necessario per due piccoli 'eserciti' da 500 punti cadauno…
(Compreso nel prezzo anche un Panzer IV: butta via…)
Mentre mi è già arrivata questa bella scatola di fanti sovietici…

Soprattutto, ho terminato in un paio di giorni il mio primo carro, quello Sherman acquistato per caso di cui parlavo. A fronte dell'indubbia semplificazione dei particolari e della costruzione pensata per resistere alla manipolazione, piuttosto che a restituire un'immagine impeccabilmente realistica, devo dire che non mi sembra malvagio come colpo d'occhio, nonostante la mia mediocre capacità modellistica.

Questa situazione ha dato inoltre il via al mio ultimo programma di formattazione di casa… mancava solo una stanza da sistemare, una piccola cameretta usata come ripostiglio in pratica. Adesso inizierò a lavorarci per farne una piccola ludoteca.

Sherman M4A2, in una generica livrea sovietica...
Passerà del tempo ma… prima o poi vi documenterò il primo, vero scontro 'autarchico'…