martedì 2 febbraio 2016

Progetto Deep Space Nine: 1.1-2 L'Emissario

Deep Space Nine è da sempre la mia serie trek preferita… forse è la mia serie preferita in assoluto.
Nessun'altra è riuscita a creare personaggi così tridimensionali ed a costruire un Universo, nel corso di sette stagioni, complesso e variegato.
Ha affrontato temi difficili, come la politica e la religione, senza ipocrisie e tentennamenti.
Ci ha mostrato la Federazione come, forse, il 'miglior' Sistema possibile, evidenziandone tuttavia le mille contraddizioni ed i molti lati oscuri.
Ha parlato di sessualità, razzismo, morale… evitando soluzioni ecumeniche e consolatorie: non è mai stato uno show 'adatto al grande pubblico'.
Richiede attenzione, e pure un po' di pazienza, perlomeno per le prime due stagioni, necessarie per la creazione dei personaggi ma, a volte, oggettivamente un po' lente.
Solo un po', e non per me.
Non è amata dalla maggioranza di quelli che si dicono 'trekker', alcuni arrivano a ritenerla assurdamente non canonica in relazione alle altre serie.
Temo che, in certe persone, alla faccia della filosofia trek di Roddenberry, pure la presenza di un capitano di colore non sia andata troppo a genio… questo è il Mondo reale…

Non voglio perdermi in mortali introduzioni, faccio partire un piccolo progetto che credo potrà durare molto, molto a lungo…

Dopo diversi anni dalla visione completa della serie… me la riguardo TUTTA.
In ordine, dal primo episodio.
Fosse soltanto per esorcizzare quella roba di J.J.Abrams che pretende di continuarne la saga...

1.1-2 L'EMISSARIO (Emissary, episodio doppio, pilot della serie, 1993)


Bajor è un pianeta periferico; non fa parte della Federazione e, per molti decenni, è stato sotto il dominio di Cardassia.
E' qui che, in compagnia del giovane figlio, arriva il comandante Benjamin Sisko.
Benjamin Sisko: ancora 'acerbo'
Sisko, come si vede nella drammatica e spettacolare ouverture, ha perso la moglie tre anni prima, durante la sanguinosa battaglia di Worf 359.
Il comandante deve prendere il comando della grande stazione 'Terok nor', costruita dai cardassiani ai tempi dell'occupazione, nell'orbita di Bajor.
I cardassiani hanno da poco abbandonato Bajor ed il nuovo governo 'di unità nazionale' del pianeta ha chiesto aiuto alla Federazione, nonostante molte fazioni siano contrarie alla cosa.
Bajor, infatti, è pericolosamente vicina alla guerra civile: le molte correnti politiche, sparito il comune nemico cardassiano, hanno ritrovato intatte le vecchie divisioni interne.
I bajoriani sono un popolo molto spirituale e molto conflittuale… solo la religione, il credo nei 'Profeti', entità divine che ritengono abitino in un non meglio specificato 'tempio celeste', li tiene faticosamente insieme.
Sisko arriva alla stazione, ribattezzata Deep Space Nine, trovandola devastata dalla partenza dei cardassiani e lungi dall'essere pienamente operativa.
Kira Nerys
Fa le sue prime conoscenze, a partire dall'attaché del governo provvisorio, la maggiore Kira Nerys, un'ex resistente del fronte di liberazione (una pericolosa terrorista secondo i cardassiani), dal carattere sanguigno e palesemente avversa al coinvolgimento della Federazione negli affari del proprio pianeta.
Sisko si dimostra subito una persona arguta e dotata di buon senso, spiazzando i pregiudizi della maggiore, presentandosi non come il rappresentante di 'nuovi padroni', bensì come una persona con la sincera voglia di aiutare, anche a costo di 'sporcarsi le mani'
Il difficile primo incontro fra i due viene interrotto dall'individuazione di un tentativo di furto, brillantemente gestito dal capo della sicurezza della stazione, Odo: un 'mutaforma' ignaro del proprio retaggio, è l'unico della propria specie, dotato di un forte senso della giustizia e di un carattere duro e sarcastico. Nell'incidente è coinvolto un giovane ferengi, Nog, nipote del gestore di un bar, con sala giochi d'azzardo annessa, Quark.
Odo (Odo Ital)

Sisko, che ben conosce la cultura ferengi, ne approfitta per una sorta di ricatto: invita Quark, intenzionato ad abbandonare la stazione, a rimanervi, nonostante le perplessità di Odo, che considera Quark un ladro ed un truffatore. Sisko lascia intendere a Quark che la presenza del suo bar sarà importante quale punto d'aggregazione sociale nella nuova gestione della stazione spaziale e, in cambio, sarà clemente con Nog...
Nel mentre assistiamo all'arrivo sulla stazione di Miles O'Brien, già sottufficiale a bordo dell'Enterprise di Picard, quest'ultima attraccata alla stazione per portare rifornimenti e personale.
O'Brien prenderà servizio su Deep Space Nine e fin da subito inizia a lavorare sulla stessa, peraltro entrando immediatamente in conflitto con i sistemi informatici cardassiani...
Quark

Sisko è altresì costretto ad un incontro col Capitano Picard, incontro gelido nel quale non riesce a nascondere l'ostilità nei confronti dell'ufficiale al comando dell'Enterprise: Picard, infatti, ai tempi della battaglia di Wolf 359, era stato catturato dai Borg e, entrato suo malgrado a far parte del collettivo, aveva guidato l'attacco contro la Federazione assumendo la definizione di Locutus.
Pur sapendo che è una reazione illogica, Sisko non riesce a nascondere l'odio nei confronti di colui che, pur senza effettiva colpa, fu l'artefice della morte della moglie, Jennifer.
L'incontro si conclude con la richiesta di venir sollevato dall'incarico: Sisko paventa il desiderio di abbandonare la flotta stellare.
Altre persone arrivano sulla stazione; conosciamo così Jadzia Dax, una giovane ed avvenente donna Trill.
Sisko saluta con piacere la giovane poichè, pur non avendola mai conosciuta, ha invece avuto una intensa frequentazione in passato con Curson Dax, un anziano ambasciatore Trill che fu suo mentore.
Jadzia, infatti, ha ereditato da Curson l'essere simbiotico, Dax, che porta al suo interno. In pratica Sisko, pur incontrando una persona di aspetto diverso, ritrova in lei tutti i ricordi (e parte del carattere) del suo antico amico, tanto da chiamarla scherzosamente 'vecchio mio'.
Jadzia Dax
Insieme a Jadzia arriva sulla nave il giovane Bashir, un brillante medico fresco di Accademia, ansioso di dimostrare il proprio valore e che, sulle prime, farà non poche gaffe, soprattutto nei confronti di Kira.
Ma a stupire Kira sarà un Vedek, un sacerdote del culto bajoriano, che inviterà, in modo gentile ma senza appello, il comandante Sisko sul pianeta, per un inatteso incontro.
Sisko si ritrova così al cospetto di Kai Opaka, capo spirituale dei bajoriani, da tempo ritiratasi dal palcoscenico politico del pianeta, nonostante tutti la invochino quale unica speranza per evitare l'imminente guerra civile. Sisko spera di convincerla ad intervenire ma non ha praticamente modo di affrontare l'argomento: la Kai, infatti, esamina il 'pagh', un termine che indica qualcosa fra il destino e la spiritualità, del comandante, scoprendo che questi sarà strumento dei Profeti, l'Emissario atteso da Bajor.
Gul Dukat
Ovviamente Sisko non è in grado di comprendere quanto detto dalla Kai ma rimane assolutamente colpito quando questa gli mostra uno strano cristallo, trovato nello spazio molto tempo prima, che i bajoriani considerano una reliquia dei Profeti stessi. Ed è osservando il cristallo che Sisko vive una strana esperienza, allucinatoria eppur vivida e tangibile, che lo riporta brevemente ai giorni felici in cui incontrò Jennifer, la sua futura consorte. Lungi dal ritenerla un'esperienza mistica, ma conscio del misterioso potere del cristallo, il comandante accetta l'offerta di Opaka: porterà sulla stazione il cristallo per studiarne le caratteristiche, soprattutto dopo aver appreso che è l'ultimo rimasto nelle mani dei bajoriani.
I cristalli, le lacrime del profeta, erano in effetti nove, trovati nel corso dei millenni, e gli altri otto sono in mano ai cardassiani: diventa perciò fondamentale comprenderne il potere, e l'eventuale minaccia.
Intanto l'Enterprise abbandona la stazione e, subito dopo, una nave da guerra cardassiana si presenta agli attracchi: a bordo c'é Gul Dukat, già prefetto di Bajor, che chiede di poter visitare la stazione quale segno di amichevole vicinanza...

L'incontro fra Sisko e Dukat è solo apparentemente amichevole: Dukat, fiero ed arrogante, chiede a Sisko del cristallo ma questi, ovviamente, ne nega la stessa esistenza. L'offerta di Dukat di aiuto, nel caso ce ne fosse bisogno, è un'ovvia minaccia.
Intanto Jadzia ha fatto estese ricerche, scoprendo che i cristalli sono stati tutti trovati in una zona ben definita dello spazio vicino a Bajor e raccogliendo testimonianze, anche molto antiche, di strani fenomeni osservati da viaggiatori che si erano ritrovati da quelle parti. Urge una ricognizione.
Sisko e Jadzia decidono così di andare con un runabout, una navetta adatta alle grandi distanze, a controllare; prima devono risolvere un problema, ovvero devono evitare di essere seguiti dai cardassiani che spiano ogni loro mossa. Con uno strattagemma, che vedrà coinvolto anche Quark, che ha accettato di rimanere sulla stazione, Odo riesce ad infiltrarsi nella nave cardassiana, mettendola momentaneamente fuori uso. Jadzia e Sisko arrivano così nei luoghi indicati dalla ricerca e, inaspettatamente, vengono risucchiati da un tunnel spaziale che li porta nel quadrante Gamma, a circa 70.000 anni luce dalla loro posizione !
Rientrando nel tunnel, che sulle prime ritengono un 'comune' fenomeno, la loro navetta si ritrova sospesa nello spazio e, scopriranno, anche nel tempo.
Mentre Jadzia si materializza misteriosamente sulla stazione, Sisko incontra i Profeti: questi sono in effetti una razza aliena avanzatissima, composta di pura energia, che studiano il comandante con curiosità e preoccupazione. Sisko infatti è il primo essere alieno che incontrano e rimangono perplessi di fronte alle caratteristiche dello stesso: i profeti non vivono un'esistenza lineare, non hanno idea cosa sia il presente, il passato ed il futuro. Si manifestano a Sisko utilizzando i ricordi dello stesso, in un confronto surreale ed onirico fra specie diversissime. Sisko ha inoltre un'illuminazione: gli alieni gli chiedono infatti perchè, nonostante lui si dica appartenente ad una razza 'lineare', che vive il 'tempo', rilevino come lui continui a vivere nel passato, un passato doloroso, quello che lo ha visto perdere Jennifer.
Intanto Jadzia informa gli altri della presenza del tunnel spaziale, che dai suoi calcoli risulta essere permanente, stabile e quindi una via di inestimabile valore alla volta dell'altrimenti inarrivabile quadrante Gamma. Normalmente i tunnel spaziali sono fenomeni naturali instabili, la scoperta di un tunnel permanente è senza precedenti. Jadzia e Kira decidono così di portare la stazione in prossimità dello stesso, per rivendicare a Bajor la proprietà: sarà il capo O'Brien, non senza difficoltà, a modificare la stazione per permettere lo spostamento in tempi brevi.
Il tunnel spaziale

Ma i cardassiani non sono stati a guardare e la nave di Gul Dukat, pur in ritardo, aveva seguito Sisko fino ad entrare anch'essa nel tunnel: la vediamo uscire nel quadrante Gamma pesantemente danneggiata dall'inattesa esperienza.
Mentre su Deep Space Nine studiano il da farsi, soprattutto a fronte della scomparsa di Sisko, arrivano tre navi da guerra cardassiane che intimano alla stazione di arrendersi e di farsi abbordare; i cardassiani sono infuriati per la scomparsa della nave di Dukat, non sanno niente del tunnel e non credono a Kira che li informa a riguardo: ritengono che i bajoriani abbiano distrutto la nave dell'ex prefetto e vogliono vendetta.
Ne consegue un serrato scontro verbale fra Kira ed il Gul cardassiano al comando: Kira riuscirà a prendere tempo con un bluff ma, scopertolo, i cardassiani attaccano la stazione che non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere allo scontro, tanto che la resa diventa agli occhi della combattiva maggiore l'unica possibilità rimasta ma, incredibilmente, il tunnel torna ad aprirsi e da questo escono il runabout di Sisko che traina la danneggiata nave di Gul Dukat: le ostilità cessano, con pochi danni alla stazione, ed i cardassiani lasciano il campo. Sisko ha convinto gli alieni di non essere una minaccia ed ha chiesto ed ottenuto l'uso perpetuo del tunnel: loro non interferiranno ne si faranno vedere da alcuno.
Così nasce l'epopea della stazione Deep Space Nine: un Sisko dal rinnovato spirito, conscio della necessità di tornare a vivere davvero una vita nel presente, accetta di rimanere a capo della stazione, con malcelata soddisfazione di Picard: la scoperta del tunnel apre nuove, enormi prospettive per Bajor che, da pianeta periferico ed insignificante nell'economia del quadrante Alfa, si ritroverà importante punto di passaggio per un intenso traffico di scienziati e di commercianti. L'avventura ha finalmente inizio.

Brevi considerazioni sull'episodio.

Sisko si presenta subito come un ufficiale diverso dai precedenti: è ancora 'acerbo' ma denota intelligenza e sa sfruttare il compromesso, fatica a contenere le emozioni ma non si lascia dominare dalle stesse. La presenza di un figlio lo pone subito in una situazione particolare rispetto ai suoi noti parigrado Kirk e Picard.
E' molto meno stereotipato, molto meno 'perfetto': molto più 'vero', in definitiva.
Iniziamo intanto a conoscere un suo pallino: è un grande appassionato di baseball, sport ormai quasi dimenticato da tutti.

L'episodio viene spesso giudicato lento e cervellotico: niente di tutto questo. E' un pilot complesso per una serie complessa. Per tutti gli altri c'é J.J. Abrams.

I bajoriani sembrano pesantemente inspirati ai popoli mediorentali: una cultura spirituale e piena di contraddizioni, avvezza alle privazioni e dura, incline a derive teocratiche.

I cardassiani sono un popolo giovane, ossessionato dall'ordine e paranoico: l'impronta fascista ed oligarchica è palese.

I ferengi erano in origine pensati come i nuovi 'avversari' della Federazione ma, fin dai primi episodi della 'Next Generation', apparve evidente come questo ruolo fosse improbabile, anche grazie all'aspetto effettivamente ridicolo e ben poco minaccioso... vennero fin da subito genialmente riciclati come un popolo molto più interessante: sono dei 'turbo capitalisti', che vedono nel guadagno (anche disonesto) l'unico scopo dell'esistenza, tanto che anche le loro divinità sono cervellotiche proiezioni di questo modus vivendi. Quark, pur essendo un ferengi abbastanza atipico, visto che tende a farsi degli scrupoli ben più di quanto vorrebbe, sarà uno dei personaggi più interessanti della serie.

Odo, il 'conestabile' della stazione fin dai tempi dell'occupazione cardassiana, si presenta come un affascinante mistero per se e per gli altri.

Si nota subito come gli attori siano stati scelti con cura: sapranno dare una grande impronta a tutta la serie e ne parlerò con calma: c'é davvero tutto il tempo...

Frasi.
(L'adattamento dall'inglese è mio)
Kira: Suppongo che lei voglia il mio ufficio.
Sisko: Beh, pensavo di salutarla e poi di prendermi l'ufficio, ma possiamo scegliere un diverso ordine d'azione se preferisce.

Opaka (a Sisko): Ironico.L'Emissario è colui che non vorrebbe essere qui.

Quark: Voglio andarmene perchè, quando cadono i governi, quelli come me sono i primi ad essere messi al muro e fucilati.

 Bashir: Qui è dov'é l'avventura. Qui è dove nascono gli eroi.Qui, nei territori selvaggi di frontiera!
 Kira: Dottore, quello che chiama 'territorio selvaggio' è casa mia.

 Jake (un alieno del tunnel in sembianza del figlio di Sisko): Voi ci tenete a non conoscere quel che accadrà ?  
Sisko: Probabilmente è la cosa più importante da capire di noi umani: è l'ignoto che definisce la nostra   esistenza.

  Kira: Se non togli quella mano dai miei fianchi... non potrai mai più usarla per reggere un bicchiere.
  Quark: Ohhh... Amo le donne in uniforme...

Questo è l'incipit di una grande storia...

IMPORTANTE: un ringraziamento al sito Hypertrek di Luigi Rosa, fonte inesauribile di informazioni su tutto lo scibile Trek.
 E' triste come non sia più stato aggiornato dall'autore da quando su Star Trek si è abbattuta l'infezione Abrams…
qui la scheda di Hypertrek sull'episodio

A presto per il prossimo episodio !

ps: ringrazio anche chi, in Facebook, mi sta correggendo i molti errori della prima stesura...




mercoledì 27 gennaio 2016

Torna pure X-Files...



Dal 1993 al 2002, per ben nove stagioni, la TV conobbe una delle serie che, indiscutibilmente, concorse a cambiare il concetto stesso di 'telefilm'.
Prima di allora, con rare eccezioni, la tv era sempre stata la parente povera del cinema, proponendo regolarmente serie a sviluppo pressoché sempre verticale, sceneggiature semplici e ripetitive, regie modeste, attori di seconda scelta od in disarmo… e budget estremamente risicati.
X-Files, di Chris Carter, anticipò da molti punti di vista l'esplosione della serialità arrivata col XXI° secolo.
Conoscemmo così la sezione 'X-Files' dell'F.B.I.
Tutti siamo incappati almeno una volta nelle avventure di questi due agenti, Dana Scully e Fox Mulder, impegnati a ricercare la verità dietro fatti inspiegabili.
Paranormale, antichi misteri, complottismi ante litteram e gli… UFO come sottotraccia costante.
Mulder si presentava come un 'believer', ossessionato dagli extraterrestri e da strani accadimenti nella sua gioventù, mentre Dana doveva rappresentare la parte scettica, razionale, del duo.

Sguardi persi nell'infinito ed oltre
Le prime tre stagioni le seguii con piacere; pur mantenendo perlopiù una trama verticale, con il ricorrente binomio UFO-Complotto governativo a garanzia della trama orizzontale, aveva importanti differenze dalla maggioranza delle cose viste fino ad allora.
Sceneggiature curate, attori ben scelti ed un senso di mistero, spesso con risvolti orrorifici, efficace ed evocativo; unendo al tutto un buon budget si ebbe indiscutibilmente un buon prodotto, perfettamente in linea con le paranoie irrazionali in costante crescita negli anni 90.
Ma… i misteri hanno il fiato corto, se si continua a proporli, spesso in modo palesemente contraddittorio, senza mai dare uno straccio di spiegazione.
Già durante la quarta stagione iniziai a trovare irritanti i due detective: nessuna vera evoluzione dei personaggi, che sembravano dei cartonati di se stessi, ed un continuo ciurlare nel manico a livello di sceneggiatura: quanti rapimenti alieni, mostri ed associazioni segrete si possono sopportare prima di arrivare all'inevitabile massa critica testicolare ?!
Il mistero cedeva il posto alla noia e, molto peggio, al ridicolo.
Mi capitò di intravvedere qualche episodio qua e là ma non ebbi mai lo stimolo di terminare la serie.
Il 'finale' fu imbarazzante ed inconcludente, le ultime stagioni furono più interessanti per il gossip riguardo le bizze degli attori che per la storia…

Ci furono anche due film, il primo durante lo svolgimento della serie, il secondo (pessimo) nel 2008.

Poteva anche bastare.

Se proprio volete sapere tutto o quasi…
c'é Wiki…

Gennaio 2016: tornano gli X-Files !
Una miniserie in sei episodi.



Ho visto i primi due, trasmessi in questi giorni…

ATTENZIONE ! SPOILER (modesti) E RISCHIO DI ESSERE TRACCIATI DAL NUOVO ORDINE MONDIALE ! …e dagli UFO, dai licantropi, da Giacobbo…

Arrivano tardi, pur essendo stati i primi…
Gli sceneggiatori pare abbiano faticato poco, perlomeno in questi due episodi di apertura.

Me lo immagino… hanno rivisto tutti i vecchi episodi, poi hanno fatto un giro in Facebook.
Tempo mezzora avranno avuto tanto di quel materiale complottaro da poter buttar giù stagioni su stagioni…

Fox e Dana tornano in azione ma… qualcosa è cambiato.
NON lo stile registico, che rimane ancorato agli anni 90, ignaro di tutto quel che c'é stato da allora; i due episodi si potrebbero tranquillamente vedere su di un tubo catodico…
Giusto qualche, discutibile, effetto speciale in più.

Quel che è cambiato è l'approccio.
Basta 'misteri' insondabili e mandanti oscuri, qui i 'cattivi' sembrano essere solo ed unicamente gli uomini di potere, il Nuovo Ordine Mondiale, l'apparato militare, i 'ricchi' ormai pronti a conquistare fisicamente il Mondo.
Curioso che la trasmetta Fox television…  sempre non sia un complotto !
Complotto, contro complotto e contro-contro complottino…
Che palle.

Le prime due puntate sono essenzialmente un imbarazzante spiegone senza fine, un vademecum del perfetto complottista, che non sembra dar adito a ribaltamenti di prospettiva e che, udite udite, pare rimettere in gioco tutta la mitologia della serie: forse gli alieni non c'entrano, forse non sono mai esistiti o, al limite, hanno avuto un iniziale ruolo inconsapevole nel mettere in moto la cospirazione mondiale…
Magari ci stanno prendendo per il culo (beh, quello lo stanno facendo in ogni caso) e tutto si dimostrerà diverso da quel che sembra ma… di questo ne riparleremo alla fine della serie (stagione ?).
Intanto tutto è esplicito: le navi spaziali, terrestri a quanto pare, si vedono e si toccano. Il Potere è malignamente presente ovunque, il complotto si palesa con le mutazioni climatiche indotte (scie chimiche, roba da vomito…) e con ibridazioni genetiche all'apparente ricerca del superuomo.

Il tutto in maniera molto, molto becera…

Forse è il nuovo indirizzo, ma sembra che tutto si stia orientando al fan service.
Leggo le prime impressioni e mi ricordano quelle di SW VII: Evviva ! Sono tornati !
Si, sono tornati… ma perché ?!
Ce ne era davvero bisogno ?
La Anderson si aggira spaesata per il set, sfoggiando la solita espressione fissa al cui confronto la Braschi sembra Marcel Marceau, Duchovny è ormai irrimediabilmente legato al personaggio di Hank Moody in Californication, tanto che ci si aspetta di vederlo prima o poi a chiappe all'aria nel corso dell'episodio…
I ruoli rimangono gli stessi, amplificati: Dana da scettica è soltanto confusa, Fox spara una tale marea di cazzate a raffica da far desiderare l'abolizione della Legge 180.
E poi torna l'uomo che fuma, in una scena tanto assurda quanto telefonata.
Non disperate… pare che torneranno anche i Lone Gunmen… e non in flashback !

Insomma, il tutto ricorda il classico pugile dalla carriera buona ma non eccelsa, economicamente compromesso, che accetta di tornare sul ring come un pagliaccio della lotta libera.
Tristezza…

Ecco, andate a mietere il grano...

Beh, pollice verso su tutta la linea e non infierirò oltre parlando di autocitazionismo in quantità spropositata, fotografia per niente evocativa e pochezza della sceneggiatura oltre il ridicolo.

Vedremo le prossime puntate, vi aggiornerò: metti mai mi stupiscano.
Comunque…







sabato 23 gennaio 2016

Ju 87b, Airfix 1957: modellismo velleitario

…velleitario e divertente…

Metto in cantiere un altro poker di modelli, scegliendomi stavolta come soggetto il famigerato, ancorché immortale, Junkers Ju87: lo STUKA !

(Ora… evitiamo battutacce da avanspettacolo… sarebbero telefonate…)

Paradigma della blitzkrieg, questo letale bombardiere da picchiata si ritrovò alquanto ridimensionato di importanza dopo la 'battaglia d'Inghilterra' ma ciò non toglie che, nelle sue varie versioni, prestò servizio fino alla fine del conflitto, peraltro con risultati notevoli sul fronte russo.

Solita infarinatura…

Dei 4 modelli in costruzione questo Airfix, il primo che ho terminato (giusto stasera), è il più… improbabile. Si tratta infatti del primo stampo in 1:72 della casa britannica dedicato all'iconico monomotore tedesco e fu messo in commercio ben 59 anni fa… nel 1957.

Non è inaccettabile solo per gli standard odierni, lo era già negli anni 60 !
Approssimativo nelle linee, per non dire quasi di fantasia, e totalmente assente di particolari.
Pochissimi pezzi e decal inventate di sana pianta.
Già all'epoca era un prodotto povero.
Nonostante questo l'Airfix l'ha tenuto in catalogo a lungo, fino al 1977, rimpiazzandolo con un nuovo stampo, totalmente riprogettato, l'anno dopo.
E' di questi giorni l'arrivo in Italia del new tool, quindi la terza reincarnazione Airfix dello Stuka in 1:72. Ad essere onesto ne ho già uno che mi aspetta dal mio negoziante di fiducia…

Ecco come si presentava nei primi anni 70, con la sua tipica confezione in blister… ci sbavav sognavo sopra queste affascinanti ed inusuali scatoline…


Ed è proprio uno di questi blister che vado a recuperare dall'oblio…

Ovviamente vi risparmio il work in progress, volendo è qui ed è ben lungi dall'essere chiuso, visto che il thread contiene i lavori su tutti e quattro gli Stuka.

Comunque… il senso, se mai ve n'è, è quello di costruire un vecchio ed improbabile kit con l'idea di renderlo appena presentabile… E' giusto e chiaro che qualunque modellista serio, lo dico senza ironia, non potrà che scuotere una volta di più la testa davanti a questi miei pastrocchi !!!

Per sommi capi: ho eliminato l'irrecuperabile cofano motore e, cercando nella grande scatola dei rottami®, ho trovato abbastanza materiale per aggiungere il motore, gli interni ed altre cose.

Le decal vengono da un foglio Xtradecal e rappresentano un raro esemplare catturato, in mano ai titini jugoslavi nel 1945.

Alla fine è venuto fuori questo giocattolino… si… insomma… sembra uno Stuka, no ?!  








Beh, in attesa del prossimo Stuka (lo so che siete tutti impazienti) ammazzate il tempo leggendovi un vecchio, sano, fumetto di guerra… anche se, guardando la copertina, mi sa che ho fatto un incauto acquisto...

martedì 12 gennaio 2016

David




Infine è morto anche il Duca.
Francamente non mi è parso possibile sulle prime, nella mia fantasia rimaneva ancora un qualcosa di irremovibile, di eterno.
Immortale.
Immortale: come sosteneva una mia compagna di corso in anni lontani.

Invece anche Bowie se ne è andato.

Ennesimo paradigma del tempo che passa inesorabile sulla nostra pelle.

Ho subito brevi fascinazioni musicali in gioventù, non sono mai stato incline all'idolatria.
Non mi è mai troppo interessato l'artista dietro al prodotto, forse per superficiale consumismo, forse per la sottile convinzione che ogni idolo, prima o poi, citando un altro mio cattivo maestro, sarebbe finito col bruciarsi.
La paura di rimanere delusi.

Conobbi Bowie soltanto nei primissimi anni 80, poco prima di 'Let's dance'.
Mi colpii molto la sua presenza scenica, così teatrale e decadente.

Divorai praticamente ogni suo album, dai curiosi ma derivativi esordi fino alla trilogia berlinese.

L'ho adorato, senza scompormi per il suo continuo mutare apparentemente forma.

Non mi ha mai molto interessato 'definire' l'appartenenza di 'genere' dei suoi prodotti.
Ho una cultura musicale troppo scadente per addentrarmi in simili disquisizioni ed in questi giorni lo stanno facendo in mille, ben più qualificati di me.
Perlopiù le sue canzoni mi piacevano; mi piacciono tuttora.
Mi trasmettono emozioni, colpiscono le corde giuste, le mie corde giuste perlomeno.

Dopo 'Let's dance' iniziai a seguirlo saltuariamente, fino ad abbandonarlo pressoché del tutto.

Una deriva pop che mi parve, forse era, banalotta mi tolse ogni interesse.

Negli anni mi dicono abbia fatto tante cose… sto leggendo molti articoli a riguardo e mi riprometto di approfondire.

Probabilmente è stato vittima della mia necessità di allontanare gli idoli.
Una morte dignitosa è propedeutica ad un riaccostamento, tardivo ma sincero.

Intanto stasera mi ascolto una personale compilation, senza altra logica che il piacere.









domenica 20 dicembre 2015

STAR WARS: il risveglio della Forza


…ed un bel caffè è stato d'aiuto…

Uscito dal cinema circa due ore fa: non posso andare a letto prima di averne parlato…

ATTENZIONE !  Modesti spoiler !!!  Continuate a Vs rischio e pericolo, non mi assumo responsabilità.

Per onesta vi dirò che partivo prevenuto… anzi, no… ero prevenuto fino a pochi giorni prima l'uscita di questo VII° capitolo della saga.
Poi sono arrivate le prime recensioni, tutte pressoché entusiastiche.
Sono andato a vederlo con molte aspettative, sorvolando sul fatto che, alla fin fine, non sono mai stato un fanatico della serie ed il fandom della stessa mi ha sempre lasciato indifferente, quando non irritato.
Certo, avevo 11 anni quando uscì il primo film e ne fui entusiasta, entusiasmo già annacquato dalla visione dei successivi due film… e non cito la 'nuova' trilogia, che considero semplicemente inguardabile. Però… assumendo il fatto che Star Wars sembra fantascienza ma è effettivamente un semplice fantasy con le astronavi, cosa peraltro grandemente condivisa, fu indiscutibilmente uno spettacolo senza precedenti: un intero Universo a disposizione (in teoria), effetti speciali entusiasmanti ed una storiella semplice e classica che vede il BENE contro il MALE.
Se non si prende sul serio, la prima trilogia è gradevole e merita di resistere al tempo, nonostante le varie brutture volute da Lucas nelle 'riedizioni speciali'.
Poi venne la seconda, il prequel, e fu ridicola.

2015: L'imperatore Palpatine è morto e la galassia lontana lontana è dominata da un inquietante alieno con delle strane orecchie da topo. Parte una nuova trilogia che vede al comando quella che è una delle mie nemesi cinematografiche, il grande venditore di fumo: J.J.Abrams.

Quest'uomo ha già ucciso Star Trek, straziandone il cadavere, ed ha preso in giro milioni di persone facendole credere di aver a che fare con un genio.
Il 'genio' dietro LOST, ovvero dietro la serie tv che, più di ogni altra, è riuscita a dimostrare come grandi trovate, idee originali e notevoli prove attoriali siano NULLA senza una STORIA.
J.J. è un grande ammaliatore: ha coinvolto e continua a coinvolgere milioni di persone, accecate tanto da non vedere come dentro le mille, accattivanti, matrioske di J.J. alla fine… ci sia il vuoto.
Un vuoto totale.

Ecco, questo film non fa eccezione, anzi !

Non ha un filo di originalità, non racconta una storia nuova.
Fa del fan service.
J.J. sa che esiste un vero e proprio (de gustibus…) culto di questa serie nel Mondo.
J.J. sa che la 'nuova trilogia' ha deluso tutti.
Ha i mezzi, ha la tecnologia, ha una marea di sceneggiatori… a partire dal Kasdan de 'L'Impero colpisce ancora'…  ma forse ha paura, o forse non sa fare di meglio, pertanto…
…pertanto fa un semplice remake del primo film !
Il risveglio della Forza questo è, Una nuova speranza aggiornato al 2015.
La storia è imbarazzante… l'Impero da la caccia ad un droide, sperduto su di un pianeta desertico, che al suo interno contiene informazioni di primaria importanza per la Resistenza.
Il Droide viene aiutato da una del posto ed incontrano due avventurieri che saranno fondamentali per sfuggire alle forze imperiali, guidate sul campo da un uomo mascherato padrone del Lato Oscuro della Forza. L'Impero ha modificato un pianeta, rendendolo una specie di super arma spaziale, in grado di distruggere pianeti con un colpo solo…
Però quest'arma immensa ha un punto debole.
La tipa del deserto, catturata dai cattivi, si salva grazie alla scoperta della Forza® potente in Lei.
Il cattivo mascherato, peraltro caratterizzato da totale mancanza di carisma, viene rallentato nell'azione dal sacrificio di un protagonista.
La storia si dipana fra bar malfamati con strane orchestre, scontri fra astronavi in perfetto stile Prima Guerra Mondiale e super armi distrutte trenta secondi prima di poter fare fuoco.

Poi… boh, meglio fermarsi…
Ovviamente lo avete notato tutti, le trame sono sovrapponibili, ben oltre il plagio.
Le 'citazioni', che immagino ecciteranno in modo incontrollabile i fan, sono soltanto un'infinità di ruffianate. Le modifiche pretestuose…
Il tutto telefonato da paura.
Posso assicurarvi che non servono poteri Jedi per prevedere con ampio anticipo ogni singola scena, ogni presunto 'colpo di scena' anzi…

Una noia mortale…

Francamente non l'ho trovato neppure così esaltante dal punto di vista della spettacolarità: gli effetti speciali sono prevedibilmente ottimi ma già visti, visti e rivisti.
Pure la colonna sonora non ha niente da aggiungere.
Gli attori mi hanno poco convinto e l'apparizione di molti dei 'vecchi', lungi dall'emozionarmi (?) mi ha quasi disturbato vedendo come siano praticamente tutti male invecchiati…
…e poi che questi Imperiali siano sempre così pirla… dopo due fallimentari 'Morte nera' pensano bene… di farne una terza su scala molto più grande !
Cazzo ! Ma stanno ancora pagando le accise sul carburante delle astronavi per i costi delle prime due e dovranno farlo per millenni… uno psicanalista immagino avrebbe da dissertare riguardo questa ricerca del sempre più grande (e sempre più inutile) !

So che questo film avrà, lo sta già avendo, un successo enorme.
So che parlarne male per molti sarà vilipendio alla religione.

Quando le luci si sono accese, nello sguardo dei molti presenti in sala non ho visto altro che perplessità, peraltro condivisa dai due amici al seguito.

Spiacente, può darsi che la Forza si sia risvegliata, ma è meglio che si faccia una bella doccia e che si prenda un paio di robusti caffè per rendersi presentabile.



…e J.J. se la ride...


ps1:
Ma questi che film hanno visto ? 

Un'isteria collettiva che, se non fosse logisticamente impossibile, vedrei plausibilmente pilotata…
No, nessuno ha questo potere, la massa fa massa da sola.


PS: 26-12-2015
Aspettavo la recensione a fumetti del grande Ortolani e… una volta di più mi ha dimostrato di essere una testa pensante !




mercoledì 16 dicembre 2015

Barili svedesi

…e… no. Non è birra…

Come annunciato sin dall'inizio, questo asfittico blog senza pretese, creato a maggior gloria delle mie piccole passioni, vivacchia per lo più grazie ai momenti in cui completo le mie ciofeche modellistiche…

Oggi ho terminato una costruzione in tandem: 2 Saab J29 'Tunnan' svedesi.

'Tunnan' si traduce come 'barile' e non credo di doverne spiegare il motivo…

Si tratta di un jet della prima generazione: sgraziato e poco accattivante, ha avuto una carriera valida ed ha lasciato ottimi ricordi.


Il prototipo ha volato già nel 1948.
Dotato di ali a freccia, motore britannico e… progetto 'vagamente' ispirato agli ultimi aerei tedeschi, quelli non sono mai riusciti a raggiungere la pista.
La leggenda vuole che ci siano stati frequenti contatti fra emissari svedesi e maggiorenti germanici negli ultimi giorni di guerra, o subito dopo… ma chissà !
Certo che, se guardiamo ad esempio il Focke Wulf TA 183, che solo per poco non riuscì a volare, qualche sospetto viene…

Sia come sia, il Tunnan mi è sempre piaciuto e ci sono tornato sopra dopo aver pensionato l'unico mio precedente tentativo di qualche anno fa.

Ho deciso per i due unici kit in 1:72 ancora vagamente reperibili: l'Heller ed il Matchbox.
Ambedue peraltro riproposti in tempi recenti, il primo dall'Airfix e l'altro dalla Revell.

Esistono anche dei kit recenti di origine ceca, riguardanti peraltro il J29A e B, caratterizzati dall'ala senza paratie antiscorrimento, ma non li ho ancora avuti sottomano.

Il Matchbox si caratterizza per le incisioni esagerate tipiche delle produzioni di questa casa da tempo scomparsa. Povero nei particolari, coglie abbastanza la linea dell'ultima serie di produzione, la F, con motori più potenti e dotati di postbruciatore.
Assurda l'ampiezza del pozzetto dei carrelli in fusoliera, al quale non ho potuto non metter mano…
Sopra l'Heller, corretto per il vano carrelli, e sotto il Matchbox… che dovrebbe averlo delle stesse dimensioni pur rappresentando un modello successivo di J29
Inoltre soliti lavori sull'abitacolo e particolari qua e la, con i quali non starò a tediarvi.

Ho preso un foglio decal d'aftermarket che, a fronte della discreta qualità di stampa e del film, si è purtroppo rivelato enormemente inaccurato da troppi punti di vista tanto che, alla fine, ho usato su questo modello quasi esclusivamente le decal del kit originale, vecchie di quasi 40 anni.
Insomma, ecco che ne è venuto fuori:







L'Heller, ben stampato e discretamente rifinito per gli anni 70, può essere riprodotto sia in versione caccia che ricognitore, sempre nelle versioni post introduzione della paratia di cui parlavo.
Purtroppo ha delle linee pesantemente in rilievo, ma salto del tutto l'ipotesi di reinciderlo.
Il Tunnan ha preso servizio soltanto nella natia Svezia ed in Austria e sono abbastanza poche le livree al di fuori del sempiterno metallo naturale. Un'eccezione molto nota sono gli esemplari usati nei primissimi anni 60 in Congo, nell'ambito di una missione ONU atta a frenare il sanguinoso conflitto allora in corso nel paese africano. La Svezia fornì il supporto aereo in modo efficiente. Si rese necessaria comunque una livrea adeguata al territorio, applicata sul campo.
Ho visto molte interpretazioni a riguardo, perlopiù del tutto errate. Lo stesso kit Heller la propone, sbagliandone totalmente il disegno ed i colori.
Adesso sono disponibili delle foto d'epoca che fanno chiarezza e mi sono basato su queste.
Ciò non toglie che la scelta del tono dei colori sia probabilmente discutibile…
Decido per il ricognitore, ed è una decisione obbligata visto che gli altri Tunnan della spedizione erano dei J29B, dotati della precedente ala dal profilo diverso.
Anche in questo caso le decal del foglio d'aftermarket si rivelano sbagliate.
Uso soltanto le insegne dell'ONU, peraltro neppure tanto corrette nel disegno. Del vecchio foglio Heller, peraltro corretto, non è più recuperabile nulla. Pur accuratamente ritagliate, visto l'incoercibile film ingiallito, si sono prevedibilmente dimostrate tendenti alla frantumazione ed ormai refrattarie a qualsivoglia tipo di ammorbidente. Riesco fortunatamente a salvare i necessari codici sotto gli stabilizzatori. La lettera sul timone la recupero, simile ma un po' sottodimensionata, in una rapida ricerca fra le tante decal d'esubero o d'aftermarket che possiedo.
Anche qui soliti lavori… ed ecco il risultato:






Insomma… i miei soliti lavori da modellista men che mediocre. 
Dire che anche questa volta mi son divertito appare consolatorio ed un po' sciocco.
Però, sapete, mi son divertito !












lunedì 26 ottobre 2015

Mig 15: la vendetta

Bene, ultimo MIG 15 bis dei 4 messi in cantiere a Maggio…
Hobby & Boss, 1:72.
Mancava un sovietico tout-court… ho rimediato.

Il kit, nonostante alcune ingenuità, non è affatto malvagio. Almeno un paio di volte la mia imperizia ha rischiato di mandare tutto a monte, ma alla fine ne ho ricavato qualcosa di decente, ovviamente per i miei proverbiali bassi standard !

Adesso pensiamo ad altro… ma non sarà certo l'ultimo Mig 15 !