venerdì 27 marzo 2015

Star Trek si è perso

Ci torno un po su…  
Odio questi film.
Con tutti i suoi limiti 'Star Trek', nelle sue varie incarnazioni (compreso le più infelici, ovvero quelle cinematografiche), è forse stata l'unica vera e propria 'epica' partorita dal XX° secolo. Con alti e bassi nessuna delle cinque serie televisive ha tradito il pensiero di quel genio che corrispondeva al nome di Gene Roddenberry. Con i suoi pianeti colorati su lastre di vetro e con le sue astronavi di cartone Gene ci trasportò in un Universo utopico, nobilitando l'intrattenimento televisivo 'di fantascienza' con tematiche normalmente precluse alle altre trasmissioni 'realistiche' ('realismo', la grande menzogna). Già negli anni 60' ci parlò di razzismo, di guerre stupide, di amicizia e rispetto fra culture diverse. Fece sparire il manicheismo tipico delle produzioni di allora, ci mostrò che l'uomo poteva sopravvivere all'incubo atomico imperante e che, tesi spaventosa per molti, poteva evolvere con l'unione d'intenti, con la parola usata PRIMA dei phaser, con la curiosità, con l'amicizia come unico vero 'scudo di forza' contro un cosmo freddo e sconosciuto. Dopo l'esperienza della serie originale passarono molti anni, ma le successive imprese, nate negli anni 80' e sopravvissute alla morte dell'uomo da cui partì il tutto, non fecero che rafforzare e definire quest'Universo utopico, dove la 'terrestre' era soltanto una delle mille razze del cosmo, una delle più giovani e desiderose d'imparare.
La 'Next generation' di Picard ci spiegò il rispetto e la diplomazia, declinando in modo a volte fin troppo zuccheroso le potenzialità dell'Uomo evoluto, che ha messo da parte 'Dio' insieme ad i conflitti fratricidi.
'Voyager' unisce l'avventura tout court al pensiero, raramente banale, di come sopravvivere senza dimenticare i propri principi. 'Deep space nine' (la mia preferita in assoluto), serie 'tridimensionale' come poche altre, preferisce indagare nel cosmo interiore piuttosto che in quello macroscopico e ci ricorda che il 'lato oscuro', per quanto sopito, non può, ne forse dovrà mai, essere espiantato del tutto.
'Enterprise', giunta ormai in tempi 'tardi', è stata un'occasione in gran parte sprecata, un'astronave incapace di abbandonare l'orbita, in bilico fra puro intrattenimento e velleità frustrate.
Dopo il fallimento dell'ultimo film, lo sciagurato 'Nemesis', speravo francamente che la parabola ormai chiusa tale rimanesse. Un bel ricordo, un 'marchio' con enormi potenzialità in attesa (forse) di tempi migliori, più civili, dove lo zeitgeist post 11 settembre, caratterizzato dalla paura ad oltranza e dalla rivincita dell'irrazionale magico tornasse ad essere sostituito dalla voglia di crescere e dalla curiosità di vedere cosa c'é oltre quella collina.
Invece...
Invece arriva il signor J.J. Abrams, acclamato venditore di fumo, di complotti, di paure.
Il suo scopo è da subito chiaro, con l'hybris che lo contraddistingue butta a mare 40 e rotti anni di Star Trek, salvandone soltanto gli aspetti esteriori, quelli subito riconoscibili da chi, mai interessato ad approfondire, considera la 'fantascienza' un mero intrattenimento sciocchino, pieno di effetti speciali ed esplosioni, ottimo per passare un po' di tempo prima di mangiarsi una pizza e bere una birretta con gli amici.
J.J. non solo ignora il retroterra Trek, ma lo 'formatta', ci viene a dire: -'Hey ! Tutto quel che avete visto di ST è LOST, ora che comando io...'
Dunque cosa ci propina ? Un paio di filmetti simpatici, ma per nulla diversi da mille altri. Esplosioni, simil kung fu al rallenty, cattivi (ma cattivi, eh !) che agiscono nel solito modo stupido ed irrazionale, uno Spock senile che non si preoccupa granché della distruzione del suo pianeta, quando in passato sarebbe tornato indietro nel tempo anche per salvare un gattino spiaccicato per strada, un giovane Spock dal pon'far permanente (già, non c'era il Viagra ai tempi di Roddenberry), teletrasporti ultrapianetari (allora buttiamole via le navi, a che servono ?) e tanto spettacolo fine a se stesso. Banalizzazioni, macchiette e la stessa profondità raggiungibile da una scatola di polistirolo vuota sull'acqua. La Federazione perde tutta la sua solennità per apparire come un branco di dilettanti allo sbaraglio, la 'logica' dietro le antiche invenzioni di sceneggiatura, per rendere comunque plausibile ciò che tale non è, sono bypassate. Anche il citazionismo è sterile... e se la 'maglietta rossa' muore subito non per questo stiamo guardando del 'vero Star trek'... Si è cancellata una saga senza avere, come sarebbe stato necessario, il coraggio di fare qualcosa di ugualmente epico e contemporaneamente diverso. Il XXI' secolo lo vediamo molto più nell'assurdità di un Kirk che fa sesso (?) con la partner vestita, così non rischiamo censure, piuttosto che nei pur rimarchevoli effetti speciali.
Un'occasione molto più che mancata, un vero 'porcellum' nei confronti della memoria del 'grande uccello della galassia' (Gene Roddenberry) ad uso e consumo degli sgranocchiatori di pop corn.
Trovo sia un grande mistero come queste pellicolette possano essere piaciute a tanti che si dicono appassionati di Star Trek... Beh, a J.J. piacciono i misteri, con cui condisce ogni sua produzione, salvo poi dimenticarsi di darne spiegazione o, più spesso, mandando tutto in vacca.
Citando una battuta ormai 'vecchia' in rete: anche se J.J. ha formattato l'Universo Trek che conosciamo, per fortuna la mia memoria (e la collezione in DVD) non sembra averne risentito...

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